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Si conclude il nostro viaggio “Sanremo Cantautrici” a cura di Andrea Direnzo che ringraziamo di cuore. Terzo e ultimo capitolo, Andrea ci racconta le cantautrici sul palcoscenico più famoso d’Italia dagli anni 2000 alla scorsa edizione.

Sanremo Cantautrici Parte #3
di Andrea Direnzo

  • Anni Duemila

Il terzo millennio si apre sotto una buona stella, portando alla ribalta sanremese Elisa, cantautrice tra le più acclamate degli ultimi anni, già forte del successo dell’album d’esordio Pipes & Flowers (1997) pubblicato dalla Sugar di Caterina Caselli. L’artista friulana presenta Luce (tramonti a nord est), brano firmato insieme a Zucchero Fornaciari, esibendosi con i Solis String Quartet e aggiudicandosi il primo posto, oltre al Premio della Critica “Mia Martini” e al Premio della sala stampa radio e tv private. Un trionfo che rimarrà un caso unico nella carriera di Elisa, mai più tornata al Festival se non in veste di autrice o superospite. Scorrendo le annate, lo stop è obbligatorio sul 2003, edizione che rivela Dolcenera con Siamo tutti là fuori e conferma la svolta italiana di Alexia con Per dire di no, entrambe vincitrici delle rispettive sezioni. Per la prima ci vorrà qualche anno prima di affermarsi definitivamente, complice la partecipazione nel 2005 al programma televisivo Music Farm a cui seguirà la seconda presenza sanremese nel 2006 con Com’è straordinaria la vita; poi timbra altre tre partecipazioni (2009, 2012, 2016) ma con esiti altalenanti. Per la seconda, invece, il momento d’oro si allontanerà sempre più, portandola altre due volte a Sanremo (2005 e 2009 in coppia con Mario Lavezzi) ma senza raccogliere grandi soddisfazioni. Questo è l’anno di Patrizia Laquidara, meravigliosa artista in gara tra i “Giovani” con Lividi e fiori, composta insieme a Bungaro e Piero Romanelli, osannata dalla “Critica” e soprattutto dal Club Tenco che non manca di ospitarla nell’edizione 2006 dedicata a Bruno Lauzi e premiarla nel 2009 con la Targa “miglior album in dialetto” per Il canto dell’anguana. Interprete straordinaria del repertorio musicale brasiliano, non smette di ricercare nuove forme da dare alla sua arte, come si evince dal suo ultimo lavoro C’è qui qualcosa che ti riguarda (2018). Salto di tre anni, Sanremo 2006, esordio da cantautrice di Simona Bencini, storica voce dei Dirotta su Cuba, per l’occasione interprete di Tempesta, brano scritto insieme a Elisa e reinterpretato nella serata dei duetti con Sarah Jane Morris. La Bencini proseguirà il suo percorso impegnandosi in vari progetti che spaziano dal jazz al soul, fino alla reunion della formazione nel 2012. Tra le “Giovani” si distingue per il suo stile sia compositivo che vocale L’Aura, nome d’arte di Laura Abela, presentando Irragiungibile; due anni dopo sarà nei “Campioni” con Basta!. Altra artista dotata di particolare carisma è la jazz singer Amalia Grè, in gara nel 2007 con la sinuosa Amami per sempre, inserita nella riedizione del secondo disco Per te. Nel 2009 è la sezione “Proposte” a riservare le maggiori sorprese: debuttano – entrambe provenienti da SanremoLab Simona Molinari (Egocentrica) e Arisa (Sincerità), a cui si aggiungono Malika Ayane (Come foglie), Irene Fornaciari (Spiove il sole), Karima (Come in ogni ora), Chiara Canzian (Prova a dire il mio nome) e Barbara Gilbo (Che ne sai di me). Non tutte riusciranno a restare sulla cresta dell’onda; Arisa sarà una frequentatrice assidua di Sanremo, arrivando seconda nel 2012 (La notte) e prima nel 2014 (Controvento), collezionando sette presenze in poco più che dieci anni, più una conduzione nel 2015 al fianco di Carlo Conti. Sempre nel 2009 viene premiata sul palco dell’Ariston Ania e la sua Buongiorno mondo per “Sanremofestival.59”, evento svoltosi online attraverso la televotazione di video inseriti sul web. Passando in rassegna gli annali, tanti i nomi che emergono: Jenny B., Luna, Laura Falcinelli, Marjorie Biondo, Carlotta, Sara 6, Linda Valori, Laura Bono, Giua, Valeria Vaglio, tutte dotate di una propria peculiarità, ancora attive nella musica o impegnate in ambiti affini. Anche Roberta Faccani, voce dei Matia Bazar dal 2004 al 2010, presente insieme al gruppo nell’edizione 2005 con Grido d’amore, una volta abbandonata la formazione riprende il suo percorso da cantautrice, avviato nel 2001 con l’uscita del singolo Rido, pubblicando l’album Stato di grazia (2013). Una menzione speciale per Valentina Giovagnini,  la cui stella si è rivelata nel Sanremo 2002 con Il passo silenzioso della neve di Incenzo-Pinelli, aggiudicandosi il secondo posto tra i “Giovani”, ricevendo il premio per il “miglior arrangiamento” e riscuotendo ottimi consensi di pubblico e critica. Il suo disco d’esordio Creatura nuda sarà il più venduto degli artisti giovani in gara al Festival. Per ben quattro volte viene esclusa da Sanremo: nel 2003 con L’amore non ha fine, nel 2004 con L’attesa infinita, nel 2005 con Inimmaginabile, nel 2008 con Sonnambula. Il 2 gennaio 2009, a causa di un incidente stradale, perde la vita; qualche mese dopo viene pubblicato l’album L’amore non ha fine e la famiglia fonda un’associazione onlus a suo nome che organizza un premio a lei dedicato.

  • L’ultimo decennio 2010-2020

L’ultimo decennio è quello che attua la trasformazione definitiva del Festival in un grande evento televisivo, dove risultano più importanti i presentatori, le vallette o i superospiti che, in molti casi, non c’entrano nulla con la musica, ricercando il direttore artistico che spari le cartucce più sensazionali per accaparrarsi l’audience. Molti sono i partecipanti provenienti da talent show come Amici, X Factor e addirittura Ti lascio una canzone, già noti al pubblico televisivo che così è più invogliato a seguire cinque estenuanti serate da sfinimento. Ecco l’Ariston popolarsi di nuove stelline canterine come Noemi, Emma, Annalisa e Chiara, che riescono a posizionarsi bene, addirittura a vincere il Festival. È successo nel 2012 a Emma con Non è l’inferno, invece l’anno prima seconda con i Modà (accoppiate diabolicamente strategiche, sic!) con Arriverà. Alcune dimostrano tutta la loro inesperienza a cantare dal vivo, evidenziando limiti vocali; è il caso di Giusy Ferreri, pur dotata di una voce particolare ma capace di rendere incomprensibile qualsiasi esibizione, ad esempio Il mare immenso (2011) che, per fortuna, è stata ripresa dal suo autore, Bungaro, in una versione da pelle d’oca. Sicuramente preparata è Nina Zilli, apparsa per la prima volta a Sanremo nel 2010 tra i giovani di “Nuova Generazione” con L’uomo che amava le donne, firmata insieme a Kaballà; nel 2012 è nella sezione “Artisti” con Per sempre, mentre nel 2015 e nel 2018 è nei “Campioni” rispettivamente con Sola e Senza appartenere, non riuscendo però a ottenere un risultato considerevole. Due giovani cantautrici di valore passate per la “città dei fiori” e non comprese sono le pugliesi Erica Mou (2012) e Serena Brancale (2015), l’una con Nella vasca da bagno del tempo, l’altra con Galleggiare. Stessa sorte per Ilaria Porceddu e Irene Ghiotto in gara nei “Giovani” nel 2013 con Baciami? e In equilibrio; a loro si aggiungono anche Giulia Anania (La mail che non ti ho scritto, 2012) e Amara (Credo, 2015) che però nel 2017 si rifaranno come autrici di Fatti bella per te e Che sia benedetta, interpretate nell’ordine da Paola Turci e Fiorella Mannoia. Restando in territorio “novità”, nel 2016 la ventenne Chiara Dello Iacovo, nonostante il secondo posto con Introverso, non riuscirà ad avere un meritevole seguito. Tornando alla tv, provengono da talent anche Nathalie, che di cognome fa Giannitrapani, e Francesca Michielin, ambedue musicalmente preparate, capaci di accompagnarsi al pianoforte, la prima in gara nel 2011 con Vivo sospesa, l’altra nel 2016 con Nessun grado di separazione, seconda classificata, inviata a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest dopo la rinuncia degli Stadio. La 70ª edizione ha visto gareggiare una delle cantautrici più apprezzate degli ultimi anni, ovvero Levante con Tikibombom; ancora Giordana D’Angi con Come mia madre, già apparsa nel 2012 nella sezione “SanremoSocial” con Incognita poesia e subito scomparsa senza lasciare traccia. Peccato per Gabriella Martinelli e Lula e la loro Il gigante d’acciaio, eliminata subito dopo la prima esibizione. Nonostante le donne non abbondino in questa 71ª edizione, chissà se Madame o Gaia o ancora La Rappresentante di Lista riusciranno a lasciare il segno attraverso le loro canzoni? Riusciranno a trapassare il tempo e a conquistarsi un posto nella memoria musicale collettiva del nostro Paese?

Al prossimo approfondimento!
State con noi.

 

Crediti

Foto 1: Elisa
Foto 2: Valentina Giovagnini
Immagine di copertina: Patrizia Laquidara

 

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