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LUGLIO
di Giulia Pratelli

Luglio, il settimo mese dell’anno, il nostro decimo appuntamento.

Il tempo sembra volato, anche se mi ricordo bene che in certi momenti dei mesi passati le giornate sembravano non passare mai. 

“Luglio” e “dieci” si assomigliano, a guardarle bene: sono parole rotonde, riempiono la bocca e si portano dietro aspettative, promesse, speranze. Luglio come le giornate lunghe, la luce dorata, i frutti di mare, i mirtilli in montagna o le more nei rovi lungo le strade di campagna. Dieci come la maglia del goal, gli anniversari, il massimo dei voti.  

Ho scritto una canzone che si intitola proprio così e vorrei portarvi per un attimo con me in quel momento preciso in cui si sente, all’improvviso, che l’estate è arrivata, che la stagione è cambiata: avete presente quando si abbassa il finestrino per tirare fuori il braccio e sentire il vento sulle mani? Senza un vero motivo, solo per sentire che qualcosa è cambiato. Dico sempre che il mio Luglio non è un mese preciso, non è una stagione precisa, ma qualcosa che potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno… è che questo mese sembra quello adatto per rimandare le diete, le cose giuste, per dire che ci pensiamo a settembre, mentre proviamo a lasciarci andare e ci concediamo qualcosa di più, che siano ore di sonno o gelati. 

L’estate mi è sempre sembrata un buon tempo per rimettersi in sesto, per ascoltarsi e riallineare il passo, mentre la pelle si colora lasciando il segno del costume. Sì, lo ammetto: io adoro il segno del costume. Compare all’improvviso e poi sta lì per un po’, a scandire un momento fatto di regole e abitudini diverse, di odori familiari e luci calde… per poi svanire e lasciare il passo alle camicie, ai maglioni, ai cappotti. E poi, un anno dopo, tornare ancora.

Vi auguro che questo possa essere il momento giusto per evolvere poi sciogliere poi sceglieree poi,  soprattutto, restituire tutto perchè il senso sta proprio lì: non servirebbe a niente, non avrebbe motivo il nostro crescere se poi non fosse un movimento rivolto verso l’esterno, in un ciclo continuo che va da noi agli altri, dagli altri a noi.  E forse questa estate in cui si prova a ricominciare, con prudenza ma con grande necessità è davvero il momento giusto, se mai ne esistesse uno.

Vi lascio la playlist, in cui troverete le mie “canzoni dell’estate”: Girls in their Summer clothes di Bruce Springsteen, che mi fa ricordare dei miei vestiti a fiori, le gambe nude e i viaggi in macchina, e Verrà l’estate di Pacifico e Malika, quel treno lento che costeggia il mare che per me potrebbe essere sulla costa ligure o in Toscana, scendendo verso Roma. 

Troverete anche Cecilia, Rettore, i Selton, Tosca con Silvia Perez Cruz, Setak, Ingrid Michaelson e per la prima volta una mia canzone, che stavolta mi sembrava perfetta per augurarvi un buon tempo, una buona estate.

State bene, a presto.

RUBRICHELLI | Camminare #10

Crediti:

L’immagine di copertina è una illustrazione de La Tram [IG: @itslatram]

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